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InterventiLe cicatrici
La pelle è
formata da tre strati.
L'epidermide è la parte più
superficiale, è soggetta a un continuo
ricambio di cellule. Sotto questo primo strato
troviamo il derma, attraversato da numerosi
vasi sanguigni e nervi.
Il derma, che è costituito da tessuto
connettivo e collagene, contiene alcune sostanze
che sono necessarie per il processo di cicatrizzazione.
L'ipoderma, infine, è il tessuto sottocutaneo
adiposo sotto il quale si trovano i muscoli,
ricoperti da una resistente membrana fibrosa.
La cicatrizzazione di una ferita è
un naturale processo biologico regolato, in
varie fasi, da meccanismi naturali che consentono
ai tessuti cutanei di ripararsi.
La pelle però può a volte reagire
in modo diverso e quindi avremo vari tipi
di cicatrici.
Normale
Dopo un intervento chirurgico occorre circa
un mese prima che la sutura si consideri chiusa.
Questo è infatti il tempo medio necessario
a ristabilire il definitivo riavvicinamento
dei due lembi di pelle. Nelle settimane successive
il tessuto dovrà rigenerarsi ed è
per questo motivo che in questa fase la cicatrice
apparirà in rilievo e di colore rossastro.
È necessario attendere almeno un anno
prima che la cicatrice si schiarisca e torni
ad appiattirsi assumendo l'aspetto definitivo.
Ipertrofica
Quando i tessuti cutanei presentano un'eccessiva
rigenerazione di cellule la cicatrice può
assumere l'aspetto di un piccolo "cordoncino"
arrossato. In ogni caso dopo un anno la situazione
tende lentamente a migliorare. La causa di
questa ipertrofia è spesso una predisposizione
individuale ma può essere stata eseguita
anche una sutura troppo stretta o essere subentrata
un'infezione locale. Occorre tenere presente
però che ci sono parti del corpo, come
le spalle e il collo, che tendono più
di altre a cicatrizzarsi in questo modo.
Cheloide È un
tipo di cicatrice ipertrofica dovuta a una
elevata produzione di collagene. L'ipertrofia
si sviluppa in superficie, creando un vero
e proprio inestetismo perché cresce
oltre i limiti della sutura. Inoltre degenera
anche in profondità insinuandosi negli
strati più profondi della pelle. È
necessaria l'asportazione chirurgica, perché
non regredisce con il tempo.
Cicatrice inestetica
La cicatrice inestetica può assumere
aspetti diversi.
• A cerniera:
presenta i classici segni dei punti e in genere
è causata da una sutura grossolana
o da un ritardo eccessivo della rimozione
dei punti. A volte è possibile asportarla
con un piccolo intervento chirurgico per riavvicinare
i tessuti e praticando quindi una sutura intradermica.
• Infossata: si presenta più
bassa rispetto al piano cutaneo circostante.
Può essere causata in seguito alla
riapertura della ferita o quando si è
verificato un eccessivo stiramento durante
l'avvicinamento dei lembi cutanei da suturare;
infine a causa di un'infezione. Con la tecnica
dell'accollamento dermo-dermico, può
essere corretta con ottimi risultati.
• A scalino: questa cicatrice presenta
il bordo in rilievo rispetto al livello dell'epidermide.
Spesso si manifesta nei pazienti operati d'urgenza
ed è quindi dovuta all'accostamento
impreciso e frettoloso dei lembi della ferita.
Per correggerla è necessario riaprire
la ferita iniziale eseguendo poi una sutura
di precisione.
• Briglia cicatriziale:
in questo caso il tessuto cutaneo tende a
"tirare" lungo i bordi della cicatrice.
A volte, se questa si trova vicino a un'articolazione,
può anche ostacolarne il movimento.
È necessario intervenire chirurgicamente
per cambiare la direzione della sutura.
La chirurgia estetica può correggere
gli inestetismi provocati da una brutta cicatrice;
è comunque necessario attendere almeno
sei mesi dalla sua formazione prima di intervenire.
Esistono diverse tecniche di correzione ognuna
delle quali è adatta a un tipo specifico
di cicatrice; sarà dunque il chirurgo
che, valutata la situazione, deciderà
come procedere.