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Quando
è utile l'intervento di chirurgia estetica? |
Se sussistono i presupposti, ovvero se il chirurgo
valuta che esista un reale e concreto difetto
o problema (che spesso è di tipo sia fisico-estetico
che psicologico) e che un intervento possa portare
dei risultati ovvero dei benefici, vi è una
valida indicazione terapeutica, e l'intervento
può essere eseguito.
Ma se il chirurgo durante la visita, valuta che la paziente non ha nessun difetto
reale ed effettivo, oppure valuta che pur esistendo un difetto non è possibile
correggerlo con risultati soddisfacenti o che possano migliorare la condizione
attuale, non vi è
una valida indicazione terapeutica, e l'intervento
dev'essere sconsigliato, perchè oltre
ad un inutile perdita di tempo, denaro e
stress, potrebbe addirittura aggravare la
situazione della paziente, sia sul piano
fisico che psicologico.
E' chiaro quindi che il concetto di indicazione terapeutica dev'essere la premessa
che precede ogni intervento e che dev'essere valutata caso per caso dal chirurgo
estetico, perchè
non dimentichiamo che ogni paziente è
diverso dall'altro.
Infatti molti pazienti spesso accompagnano insieme al difetto fisico o fisiologico,
anche uno stato di ansia, agitazione, insicurezza che dev'essere valutato attentamente
in quanto spesso anche la correzione di un piccolo difetto (o che appare piccolo
per gli altri) può
portare enormi miglioramenti sul piano psicologico,
e nella sicurezza che sia ha verso se stessi
e nei confronti del mondo esterno, ovvero
nelle relazioni con gli altri.
Nella maggior parte dei casi il paziente, quando decide di consultare un chirurgo
estetico-plastico, manifesta già la determinazione di voler eliminare
un'imperfezione.
Un leggero stato d'ansia certo di solito è
presente, ma il medico saprà aiutare
a non lasciarsi travolgere da eccessive preoccupazioni.
Generalmente, dopo un iniziale timore, il paziente si rilassa e partecipa con
entusiasmo alle proposte dell'esperto.
Esistono però numerosi altri casi di pazienti che presentano tali disagi
di ordine emotivo e psicologico, che portano il chirurgo, dopo un attento esame,
a sconsigliare l'intervento. Principalmente si tratta di persone con seri problemi
personali, segnate da un vissuto costellato di traumi, abbandoni, difficoltà
economiche o che semplicemente stanno attraversando
un momento di crisi dovuto a un recente evento
negativo della propria vita.
Il medico saprà accostarsi con tatto, valutando con particolare attenzione
il delicato equilibrio psicologico.
In questi casi verrà spiegato al paziente che in seguito all'atto chirurgico
può
verificarsi il rischio aggravare una situazione
già precaria. .
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